Vinitaly, cinquant’anni di vini D.O.C.

Vinitaly celebra i cinquant’anni di vini D.O.C. vinitaly.com 

interessante articolo di  Giorgio dell’Orefice su ilsole24ore.com

Cinquant’anni a tutta Doc. La legge istitutiva dei vini a denominazione d’origine infatti è la numero 930 del 1966 e i primi riconoscimenti (avvenuti con decreti del presidente della Repubblica) riguardarono la Vernaccia di San Gimignano, l’Est! Est! Est! di Montefiascone, la Doc Ischia e infine il Frascati. L’istituzione delle Docg, ovvero le denominazioni d’origine controllata e garantita (che prevedono regole produttive più stringenti rispetto alle Doc e due controlli organolettici al posto di una singola analisi) avvenne invece più tardi: nel 1980 con le grandi “rossi” della Toscana (Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano e Chianti classico) e del Piemonte (Barolo e Barbaresco). Nomi destinati a fare la storia dell’enologia made in Italy.

I cinquant’anni delle Doc saranno al centro della giornata inaugurale di Vinitaly con il convegno organizzato da Coldiretti e dall’Associazione Città del vino e dal titolo: “Cinquant’anni di qualità e bellezza nei territori”. Dagli inizi a oggi i marchi d’origine dei vini italiani hanno fatto molta strada visto che le denominazioni riconosciute sono complessivamente arrivate a quota 521 (330 Doc, 73 Docg e 118 Igt).

DOCUMENTI

I marchi Ue

Un numero senza dubbio importante ma che da solo non basta a decretare il successo del sistema della qualità inaugurato nel lontano ’63. Ed è proprio su questo aspetto, ovvero se il sistema delle denominazioni d’origine ha rappresentato un volàno di sviluppo oppure si è avvitato in una corsa al riconoscimento (decretandone di fatto l’inflazione) che si concentrerà il convegno organizzato dalla Coldiretti. 

«Sarebbe quantomeno ingeneroso sostenere che con la nascita delle Doc non si sia innescato un processo virtuoso – ha detto il presidente della Coldiretti, Sergio Marini –. Basti pensare che quando nacquero i primi marchi la maggioranza del vino esportato era sfuso mentre nel 2012 l’export a denominazione d’origine ha rappresentato la metà delle spedizioni made in Italy con un valore che è arrivato a superare i 2 miliardi di euro (+8%). Senza contare le positive ricadute sui territori: un ettaro a Brunello di Montalcino vale oggi circa 380mila euro. Un valore quasi 25 volte superiore ai 15mila euro degli anni ’60». 

«È chiaro che il riconoscimento di una Doc – secondo il docente di economia e marketing dell’Università di Firenze, Silvio Menghini – è solo un punto di partenza e non di arrivo. I dati mostrano come all’interno delle denominazioni esistono realtà molto diverse visto che le prime 10 Doc coprono il 40% del vino a denominazione e le prime 10 Igt ben il 70% della produzione a indicazione geografica. Per il futuro occorrerà lavorare di più sulle politiche di prezzo per evitare listini troppo differenziati all’interno della stessa denominazione che finiscono per disorientare il consumatore. E favorire quel processo di vera e propria identificazione fra denominazione d’origine e brand che, laddove ha funzionato come nelle grandi Doc, ha garantito distintività sui mercati e ricadute economiche positive sui territori d’origine»

fonte e articolo completo:  ilsole24ore.com

vinitaly2013

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