L’Ocean Space esiste a Venezia dal 2019 e si trova nella Chiesa di San Lorenzo, grande e imponente. Al suo interno si svolgono le attività della TBA21-Academy, organizzazione d’arte contemporanea dedicata ai temi marini, itinerante e paneuropea che ora però ha trovato nella laguna veneziana lo spazio (e l’osservatorio) più adatto. Sulla facciata, un neon blu indica il livello previsto di innalzamento del mare entro fine secolo a Venezia mentre all’interno si trovano due mostre. La prima è il secondo capitolo di Territorial Agency: Oceans in Trasformation e occupa tutta la navata principale all’ingresso spiegando, attraverso circa trenta schermi e un grande tavolo, un’estesa indagine sui rapidi cambiamenti degli oceani, restituiti attraverso una veste grafico-geografica, ma che coinvolgono anche arti, scienza, politica e soprattutto storia antropologica.
La seconda invece, Soul Expanding Ocean #1, è una grande installazione site-specific di Taloi Havini che si intitola Answer to the Call e consiste in un’opera sonora a 22 canali che mescola registrazioni subacquee d’archivio con racconti in lingua Hakö degli antenati navigatori dell’artista. Per immergersi completamente in quest’esperienza auditiva, Havini ha anche progettato nell’ampia zona dietro l’altare una scenografia teatrale nei toni del blu dove un “isola” centrale riproduce la forma di Buka (terra natia dell’artista a Bougainville), sulla quale il visitatore è invitato a sovvertire la prospettiva solitamente associata all’esplorazione scientifica.













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